Veivecura presenta track by track il suo “Volersi bene”

Ne ha fatta di strada Davide Iacono, che fin dall’inizio datato 2010 guida il progetto Veivecura.

Oggi, arriva un nuovo e importante capitolo per questa storia artistica: un album di inediti intitolato “Volersi bene”, che vede la luce il 25 febbraio 2022 su distribuzione Artist First.

Nove brani dal sapore rarefatto, intimo e riflessivo in piena linea di coerenza con la poetica espressiva di questa realtà; nelle canzoni trova spazio la narrazione di una quotidianità condivisa con una persona che è a tratti sfuggente, ma che si finisce a voler sempre più bene anche in virtù delle sue peculiarità.

Perché c’è amore e c’è bene: quest’ultimo non scende a compromessi o motivi dettati dalla ragione, e nel disco di Veivecura veste i panni di un it-pop riverberato e malinconico. Abbiamo lasciato penna e parole a Davide Iacono per presentare, traccia dopo traccia, il suo più recente elaborato in studio di registrazione.

Veivecura – “Volersi bene” – track by track

Generiche domande
Il brano ricrea le sensazioni di un pomeriggio afoso, quando si ha un ventilatore puntato addosso e il respiro va lento, invece i pensieri vanno velocissimi. L’idea è di creare quel momento in cui si percepiscono solo mille domande sospese sul soffitto della stanza.

Bipolare
Un’istantanea di un abbandono. Tra le mura di una casa svuotata, persi tra piccoli
gesti quotidiani, riaffiorano i ricordi di un recente passato e le fantasie di un prossimo futuro. Una riflessione ad alta voce su una persona, su un’unità bipolare che si è portata via un pezzo di cuore…

Mantra rosso
Un brano molto riflessivo, che parla dei primi momenti di conoscenza e
frequentazione con un’altra persona, quando ci si pone tante domande e si fa l’amore. “Mantra rosso” è una canzone su quella magica sospensione dei primi giorni, sull’inizio di una storia che non sai come andrà a finire.

Fuori città
Un brano d’evasione, nonché il racconto di quando la tua automobile diventa un mare, un parco giochi, una navicella spaziale. Si fugge ancora una volta dalla città, oltre i palazzi, oltre la pioggia battente e non si pensa più a niente.

Roma è una brace
Il racconto di un fuoco che si accende all’improvviso in una città che non
è la tua, su un letto che non è il tuo. Dopo le fiamme resta solo della cenere, che vola via al primo vento primaverile. Un brano nostalgico al punto giusto.

L’Impero celeste
Un brano forse più solare dei precedenti, ma che spiega quel momento in cui si affacciano nella testa tanti ricordi di una vita passata, vividi come fossero veri. I ricordi del quotidiano, che a pensarci bene fanno ancora male, tornano quindi prepotenti in un ritornello dal retrogusto amaro.

Stanotte qui
Una ballad malinconica per una nuova visione che si affaccia nella tua vita e
che non puoi fare altro che ammirare. Vai a letto e cerchi di custodire il più a lungo possibile questo sentimento dentro al tuo cuore, pur sapendo che svanirà.

Un’altra sigaretta
Il racconto di quel momento in cui vaghi per strada e rivedi per caso la persona che ha preso il tuo cuore e l’ha stracciato in mille pezzi. Noti che non è da sola. Capisci dentro di te che purtroppo non l’hai ancora superata e accendi un’altra sigaretta, che diventa tua compagna per quel momento di vuoto.

Vetri rotti
La malinconia dolce ma dolorosa di quando ripensi alle cose andate male. Il
momento cui ti chiedi se sarebbe potuto andare diversamente, forse no, ma in mano non resta niente, se non i vetri rotti su cui si riflette quello che non è stato.

Giornalista | Creativo | Direttore di Scè da aprile 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.