Accuse di violenze sessuali: adesso Marilyn Manson denuncia tutti

A circa un anno di distanza dallo scandalo che ha coinvolto Marilyn Manson tanto sul piano personale quanto sul versante lavorativo, ci sono nuovi risvolti di una vicenda che ruota intorno delle accuse di violenza sessuale.

L’artista statunitense questa volta contrattacca, denunciando Evan Rachel Wood e Illma Gore per diffamazione, disagio emotivo, frode e “sostituzione d’identità su internet”.

Nei documenti depositati presso il Tribunale di Los Angeles si punta il dito all’attrice Illma Gore, colpevole di aver rappresentato come “uno stupratore […] una terribile menzogna che ha rovinato la carriera di successo di Brian Warner nella musica, nella tv e nel cinema […] una cospirazione che le due donne [Gore e Wood] avrebbero organizzato per rovinarlo”.

Stante le dichiarazioni, da inquadrare in un contesto che vede la prossima pubblicazione del documentario “Phoenix Rising” (racconto della storia tra Evan Rachel Wood e  Manson), Wood e Gore avrebbero mentito sul coinvolgimento dell’FBI per dare l’impressione che l’agenzia stesse investigando su di lui. Le due avrebbero inviato false lettere di un’agente FBI alle donne che poi hanno accusato il musicista, così da convincerle che fossero in pericolo. Wood e Gore avrebbero anche costruito prove artificiose per incastrare l’uomo; nella denuncia si parla anche di azioni di hackeraggio per intercettare pornografia minorile da usare come prova di reato.

Completa la denuncia, la richiesta di un decreto ingiuntivo contro le due donne e il risarcimento dei danni. No comment da parte delle dirette interessate e, questa volta, soggetti accusati.

La dichiarazione dell’avvocato di Marilyn Manson

La denuncia è stata depositata per fermare una campagna di attacchi pericolosi e ingiustificati verso Brian Warner. Anni dopo la fine della relazione con Evan Rachel Wood, lei e l’amica Illma Gore hanno reclutato molte donne e le hanno convinte a confermare accuse false, sceneggiate da Wood e Gore in persona. HBO e i produttori del documentario erano consapevoli delle loro azioni, ma hanno deciso comunque di procedere. Le prove però sono inconfutabili e questa causa le richiamerà alle loro responsabilità.

Queste le parole dell’avvocato Howard King, in una vicenda che, col passare dei mesi, appare sempre più contorta.

Un’altra storia drammatica di abusi nel mondo dello spettacolo.

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Giornalista | Creativo | Direttore di Scè dal 2018. Collaboro con diverse testate e mi occupo di ufficio stampa e comunicazione digitale. Unico denominatore? La musica.