BANKSY ha un nome e cognome, e non è Robert del Naja

Banksy ha finalmente un nome e cognome ed un volto. E no, non è quello di Robert del Naja dei Massive Attack, circolato per anni nell’ambiente. O meglio, non è più l’unico.

Da un’inchiesta condotta dall’agenzia di stampa Reuters è emerso infatti che dietro lo pseudonimo di Banksy si celi in realtà un cittadino britannico, nato a Bristol nel 1973, e che nel corso del tempo abbia assunto il nome di David Jones.

Si tratterebbe di Robin Gunningham. A dire il vero il nome di Gunningham non è nuovo agli appassionati della vicenda. Nel 2008 infatti, il tabloid inglese Daily Mail aveva affermato che una sua inchiesta era “arrivata il più vicino possibile a rivelare” l’identità di Banksy, individuando proprio nello street artist inglese il nome più probabile. Ma in quell’occasione il manager dell’artista si affrettò a negare lo scoop spegnendo tutte le voci a riguardo.

BANKSY: la scoperta di Reuters e il legame con Robert del Naja

Reuters oggi sostiene che Banksy sarebbe dunque Robin Gunningham.

Come si è giunti a tale scoperta? Lo scoop è frutto di un complesso lavoro di giornalismo investigativo incentrato sulle opere di Banksy apparse in Ucraina alla fine del 2022. Opere che lo stesso artista aveva rivendicato come proprie sui suoi canali social. Un atto di solidarietà e vicinanza verso il popolo ucraino, vittima degli attacchi russi, aveva dichiarato.

Ebbene, il team di Reuters, partendo dai luoghi dove erano apparse le opere (Horenka, in particolar modo), ha ricostruito il profilo dello street artist incrociando una serie di informazioni ricavate sul campo – video, testimonianze, interviste gli abitanti del posto ai quali sono state mostrate foto di alcuni writer noti. Tutte convergono sul nome di Robin Gunningham.

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Ma Banksy non era Robert Del Naja? Il frontman dei Massive Attack, per lungo tempo inserito nella rosa dei papabili volti, sarebbe a tuti gli effetti uno stretto collaboratore di Banksy. Secondo i giornalisti di Reuters, i due, entrambi originari di Bristol – elemento che spiegherebbe la vicinanza non solo artistica – avrebbero realizzato insieme alcune opere.

La notizia, rimbalzata sui maggiori media internazionali, non ha ricevuto finora conferme né smentite da parte del diretto interessato o del suo staff.

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